lunedì 14 aprile 2014

Dipendenza da... alla ricerca di vecchi e nuovi piaceri.


Tra le espressioni di disagio presenti in questo millennio si collocano le dipendenze (new adiction) a sostanze, al gioco, al rischio estremo.
Il perchè l'uomo ricerchi attraverso di esse piacere e libertà fittizie ha molteplici ragioni, spesso molto personali, che trovano radici nell'adolescenza, nella famiglia, nel lavoro, in malesseri esistenziali di ampia e profonda natura.
I biologi incolpano la dopamina (sostanza prodotta dal cervello) e quindi con variabilità biologica individuale.
I genetisti il DNA (Cloninger psichiatra e genetista -Tsuang) che in uno studio epidemiologico sebbene non recentissimo avrebbero rilevato influenze di tipo ereditario nelle dipendenze da sostanze e alcool.
I fisiologi e gli psicologi dello sviluppo l'adolescenza. Per i primi le cause sarebbero dovute al fatto che il cervello umano non cresce in modo uniforme e la strutture cerebrali deputate alla componente razionale sono tardive (area pre-frontale) rispetto a quelle legate alla componente emozionale (area limbica) mentre per i secondi il rischio di dipendenze sarebbe insito nel bisogno dei ragazzi pre e adolescenti di trasgressione e ricerca di modelli che consentano una identificazione.
Qualunque siano le ragioni dietro a una dipendenza si nasconde sempre un forte malessere percepito senza soluzione.
Il benessere  mentale dipende essenzialmente dall'assenza di conflitti interni o intrapsichici. (...) La fuga rappresenta un meccanismo di difesa elementare per non ledere irreparabilmente l'integrità dell'equilibrio: una sorta di 'ritirata' per limitare in qualche modo i danni di una guerra a oltranza. (F. Riboldi - Dipendenze dal piacere e autoterapia)
La dipendenza è una patologia e le persone che sono affette hanno sempre bisogno di un percorso specialistico e professionale che non competono a un counselor. Ciò che il counseling può aiutare a fare è riconoscere la difficoltà e sostenere in un percorso integrato (counseling e psicoterapia) il cliente in modo da facilitare la sua autoefficacia.
Spostare l'attenzione dal 'problema' alla persona consente di riconoscere e dare voce al disagio interiore usando la consapevolezza come punto di partenza per il cambiamento, recuperare l'autostima e motivazione per trovare nuove e più efficaci risorse.   
 
 


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