giovedì 30 luglio 2015

La scrittura e la gestione della rabbia


La rabbia è una modalità comunicativa che tutti noi sperimentiamo, un'emozione, primitiva, che proviamo fin da bambini.
Ma se per altre emozioni come per esempio la gioia, ci è stato concesso di esprimerle senza troppe inibizioni e condizionamenti, dare voce al proprio 'malessere rabbioso' invece è stato più difficile.
Per alcuni invece la rabbia rappresenta una modalità comunicativa, alternativa, erroneamente spesso creduta efficace, per reagire alla delusione e all'imposizione sia fisica che emotiva ricercandone la causa nelle relazioni o negli aventi esterni.
Se da un lato è vero che esistono situazioni per le quali attribuire all'altro, o alla società, al mondo (pensiamo a condizioni quali la guerra), la responsabilità delle nostre emozioni, è anche vero che, nella maggior parte dei casi di fronte alla collera la tendenza è quella di attribuire più ad altri che a noi, la responsabilità di quanto stiamo provando.
In che modo allora la scrittura potrebbe aiutarci a comprendere ciò che accade quando siamo rosi dal risentimento, dall'irritazione, dal rancore?
Per prima cosa scrivere aiuta a mettere la situazione che ha innescato l'emozione dentro uno spazio fisico e temporale (la mia pagina nel qui ed ora).
Aiuta a fare in modo che quando successo abbia una sua precisa e visibile collocazione davanti a me, ai miei occhi.
Il passaggio dal pensiero all'azione dello scrivere al vedere nero su bianco quello che fino a quel momento è stato, magari in modo 'indefinito' provato dentro, mi permette di concretizzare, chiarire, comunicare con me stesso in modo differente.
Sperimentare una modalità nuova e diversa per esprimere i sentimenti aiuta a riconoscerli, accoglierli e a gestirli in modo meno distruttivo e conflittuale, accettando parti importanti di noi stessi.

Ciò che lo scrivere di offre sono:

  • la possibilità di riconoscere dove e quando nasce la rabbia (individuando modalità costanti che precedono il suo insorgere)
  • sviluppare un dialogo interiore (ciò che scriviamo è solo per noi. Possiamo custodire le pagine in luogo sicuro, oppure stracciarle dopo averle scritte).

Essere arrabbiati spesso significa viaggiare in compagnia di altre emozioni quali il dolore, il sentirsi soli e incapaci di reagire in modo assertivo alle parole di chi ci sta di fronte.
Scrivere aiuta a dare voce e visibilità (le parole sul foglio sono concrete) in modo privato, personale, autentico.
 
 

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