giovedì 8 ottobre 2015

Counseling e stress lavoro correlato


Facciamo parte di una famiglia, di un gruppo di amici, di una coppia, di un'azienda.
In ognuna di queste situazioni consciamente o inconsciamente ci muoviamo per confermare il nostro essere parte di qualcosa. Ma mentre in certi contesti, come quelli famigliari e di coppia, i confini sono facilmente definibili, quelli lavorativi vengono spesso, erroneamente, collegati a quello che 'i capi' si aspettano venga fatto.
Senza confini non è facile avere identità e difenderli significa anche difendere il proprio Sè.
La carenza di un ascolto attivo e di una comunicazione efficace non predispongono alla costruzione di relazioni accettanti capaci di accogliere e gestire pensieri diversi dai propri.
Fuori e le dentro l'ambiente di lavoro la competitività, l'assenza rassicurazioni sul futuro lavorativo, la rapidità con cui la tecnica modifica e impone nuove metodiche non sempre facili da apprendere assieme alla scarsità di risolse sia economiche che motivazionali, determinano in molte persone uno stato persistente di ansia, scarsa autostima e precarietà per il futuro.
Le richieste professionali sembrano puntare sempre più verso conseguimenti di obbiettivi numerosi in tempi brevi e veloci a discapito, laddove il disagio trovi un terreno fertile, della relazione, dello stress e dell'ansia.
Quando il conflitto assume connotazioni negative e disfunzionali, legati alla cattiva relazione, al malinteso, alle difficoltà legate alla comunicazione, si generano evitamento, passività ed aggressività.
Esplorare il problema, collocarlo in un contesto, stabilirne i confini, esplorane la consistenza, accoglierlo, contenerlo, elaborarne le conseguenze, dare voce alle emozioni e ai comportamenti, ad esso legati, consente di dare corpo e volume qualcosa di indefinito.
Affrontare la situazione da prospettive diverse, favorire le relazioni, fare in modo che i protagonisti del conflitto elaborino possibili soluzioni può far sperimentare una posizione attiva e produttiva ed aprire le porte ad un reinterpretazione del conflitto stesso.
foto Vincenzo Spera
 

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