giovedì 1 ottobre 2015

Se non ci si conosce è difficile amarsi.


Viviamo in un mondo dove il giudizio impera. Basta fare un viaggio nei social network per rendersi conto di come, l'esprimere concetti in assenza di giudizi generalizzanti e spesso gratuiti, sia ormai quasi del tutto assente. Tutti giudichiamo tutto e a farne le spese sono quelle persone che, condizionate da una bassa autostima, si fanno svilire da giudizi emessi da persone che neppure conoscono.
Amarsi per alcuni è difficile, per altri anche troppo facile. Esistono infatti una autostima autentica e un autostima fasulla (www.pnlcounseling.it). 
Per amarsi bisogna accettarsi per quello che si è. Per accettarsi occorre conoscersi. Per conoscersi occorre interrogarci.
Le cose che faccio, le faccio per me o per altri? So riconoscere i miei bisogni? Sono autenticamente capace di imbastire la relazione con l'altro senza la pretesa di cambiarlo? Mi interessa quello che gli altri pensano? So accogliere la diversità? Mi spaventa? Mi incuriosisce? Sono una personali libera di compiere le mie scelte senza condizionamenti? So perdonarmi?
Trovare una risposta a questa e ad altre domande consente di costruire il proprio identikit, una sorta di carta d'identità emotiva, che non deve necessariamente sempre essere mostrata, ma che ci aiuta a comprendere il perchè di atteggiamenti, paure, irritazioni, delusioni...
Il paradosso del cambiamento dice che: il cambiamento avviene quando una persona diventa ciò che è e non quando cerca di diventare ciò che non è.
Soltanto scoprendo ciò che realmente siamo, vogliamo, desideriamo possiamo impegnarci per realizzare i nostri bisogni. L'unicità del nostro Sè è la forza più autentica e duratura che possediamo. Amarsi allora diventa naturale come respirare e il giudizio dell'altro si allontana da me quando espiro.

immagine da bloglibero.it
 

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