martedì 12 gennaio 2016

L'ascolto di sé.


 
In un mondo in cui la comunicazione sembra essere al primo posto nei pensieri dei più, l'ascolto di sé stessi non è sempre facile. Anzi.
Capita di essere così presi dal contesto in cui si ascolta e si è ascoltati da non pensare che esista anche un altro tipo di comunicazione: quello con la parte più intima di noi, quella che non mostriamo al pubblico, quella che ci difende dalle paure più intime e che alla fine, smettiamo di attuare.
Un modo per non perdere di vita questa 'relazione' richiede una costante consapevolezza, nel presente, di quello che siamo, di quello che vogliamo, di quello che progettiamo, di quello che temiamo, di chi o cosa, hanno il potere di cambiare l'opinione che abbiamo di noi.
L'ascolto interiore spesso è difficile, o lo diventa, quando diamo ampio spazio a quelle che Berne (fondatore dell''Analisi Transazionale) ha chiamato 'ingiunzioni'.
Esse sono messaggi che il genitore invia al bambino. Possono essere verbali ma anche non verbali, razionali e non, che inducono il ricevente a pensare di non essere accettato. Queste, unitamente agli 'ordini', frasi dette da genitori consapevoli in modo voluto e che apparentemente sembrerebbero essere in opposizione alle ingiunzioni, in alcuni casi condizionano pesantemente la percezione di noi costringendoci a comportamenti disfunzionali e penalizzanti.
Sono esempi di ingiunzioni frasi del tipo: vorrei non fossi mai nata, per colpa tua ho rinunciato a..., per prendermi cura di te ho dovuto..., mentre gli ordini sono: sii perfetto, non sbagliare, non devi piangere, devi essere forte...!
Facendoci sentire inadeguati, ingiunzioni ed ordini vanno a plasmare l'autostima in modo insufficiente, rendendoci schiavi del giudizio esterno (prima genitoriale, poi del marito/moglie, nel lavoro, nelle relazioni), facendoci sentire inadeguati, sbagliati, colpevoli, perennemente alla ricerca di adesione a modelli troppo lontani da ciò che siamo.
Secondo William James tra le componenti del Sé ci sarebbero i Sé attuali: quello materiale, quello sociale, quello spirituale, che assieme ai Sé possibili e potenziali sono costrutti innati dovuti al rapporto tra realizzazione e obbiettivo.
Quando nel tentativo di perseguirli, non prestiamo attenzione a ciò che realmente siamo, solitudine, incertezza ed ansia, possono invadere uno spazio inascoltato.
Imparare l'ascolto di sè può aiutare a cambiare il modo di giudicarci, di lasciarci giudicare, focalizzare al meglio gli obbiettivi, ipotizzare e adattarsi al cambiamento, definire, descrivere e modificare, quello che nella nostra vita, non funziona.    
 
 
immagine da: pensierolibero.it

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