giovedì 17 marzo 2016

Bambini maleducati tra urla, pianti e ribellioni.

Mariangela Ciceri
Counselor Professionale Avanzato - ricevo in Alessandria.
Per appuntamenti: 347.58.74.157
 
 

Di fronte a un bambino maleducato (che secondo il vocabolario significa: colui che non ha ricevuto una buona educazione) si fanno due pensieri: è un'arrogante, incivile che non dovrebbe stare in mezzo alla gente oppure è un bambino con genitori incapaci di educarlo.
Qualunque sia il modo di pensarla è certo che i neonati non vengo alla luce dotati di tutte le informazioni utili per comportarsi come la società vuole o vorrebbe.
Uso presente e condizionale perché i comportamenti considerati educati o meno cambiano anche in relazione ai contesti sociali e ai periodi storici.
Proviamo a descrivere e quindi definire il comportamento di un bambino maleducato e partiamo dall'esempio di un bambino che all'interno di un ristorante parla a voce alta, interrompendo spesso gli adulti al tavolo e giocando con le posate.
Ovviamente questo comportamento assume connotazioni e valori differenti a seconda dell'età del bambino che stiamo osservando.
I bambini di 3 e 4 anni non hanno ancora acquisito la capacità di capire e descrivere alcuni stati emotivi che provano.
Tra questi vi sono stanchezza e rabbia.
Un bambino stanco, non dice: 'sono stanco.' Anzi.
A quell'età dormire significa interrompere quel bellissimo viaggio alla scoperta del mondo, abbandonare i giochi e dover smettere di fare cose che gli danno piacere.
Lo stesso vale per la rabbia, considerata per altro una reazione alla frustrazione (quindi il bambino sta vivendo qualcosa di deludente o mortificante), e l'unico modo che ha a disposizione per comunicarla è attraverso il corpo: urla, pianti, divincolamenti e atteggiamenti di ribellione.
Un bambino che si comporta in questo mondo non è un bambino necessariamente maleducato, ma un bambino che sta dicendo qualcosa.
La difficoltà di descrivere cosa si sta provando passerà con passare degli anni, tuttavia ci sono contesti famigliari in cui dire ciò che si prova è difficile.
Domenica ore 12. Attorno al tavolo di un ristorante siedono un papà, una mamma e una bambina di circa 10 anni.
Arriva il cameriere e distribuisce il menù, 2 copie.
La mamma porge la sua alla figlia dicendo: 'sai leggere, scegli tu.'
Arriva il cameriere a prendere le ordinazioni e la bambina dice quello che vorrebbe. A questo punto interviene il padre dicendo che quello che ha scelto (lasagne al forno) è un piatto troppo grosso e non lo mangerebbe tutto e che dovrebbe aver capito che il cibo non si spreca perché ci sono bambini che muoiono di fame.
La bambina, mortificata, fa una seconda proposta (tagliatelle al ragù).
Questa volta interviene la madre: 'Non ti piacciono. Lo sai che mangi solo il ragù di mamma!' e rivolta al marito dice: 'Per lei prendiamo i gnocchi.'
Abituata ormai a trattenermi dal fare considerazioni a voce alta, anche se mi piacerebbe aver conservato quella parte bambina che si darebbe il permesso di farlo, e anche perché sono al tavolo con marito e figlio che incominciano a darmi calci sotto il tavolo, attendo la reazione di fronte ai gnocchi.
Ne mangia due o tre e poi dice che non ne vuole più.
Il padre riparte con la filippica sui bambini che muoiono di fame. La bambina, sempre più mortificata non risponde.
E' in punizione! Non mangerà neppure il dolce.
Quando però arriva il cameriere a chiedere se vogliono un dessert, il padre cambia idea e chiede alla figlia cosa vuole, senza giustificare il suo cambiamento di posizione.
La bambina chiede un budino al cioccolato. Ovviamente non è la scelta giusta.
'Prendi il cannolo alla siciliana, qui lo fanno buonissimo, con cioccolato e ricotta.'
La bambina non dice nulla, ma evidentemente in quella famiglia vige la regola del silenzio assenso e arriva il cannolo.
La bambina lo assaggia e dice facendo una smorfia: 'c'è la buccia d'arancia che non mi piace!'
Il padre e la madre rispondono: 'hai voluto il dolce e adesso lo mangi!
A quel punto avrei preferito vedere la bambina, non solo urlare la sua rabbia, sbattere a terra i piatti e gridare ai genitori la sua frustrazione.
Non sarebbe stato il comportamento di una bambina maleducata.
Forse i presenti lo avrebbero interpretato a quel modo ma solo perché è più semplice giudicare che cercare di capire.  
Nel prossimo articolo parleremo di bambini maleducati perché insoddisfatti e pretenziosi di avere ciò che non hanno, invece di accontentarsi dei giocattoli che riempiono la loro casa...
 
 
immagine tratta da: pianetamamma.it
 

Nessun commento:

Posta un commento