mercoledì 16 marzo 2016

Educazione in ambito scolastico e conflitto


 
Mariangela Ciceri
Counselor Professionale Avanzato - ricevo in Alessandria.
Per appuntamenti: 347.58.74.157
 

Capita spesso di leggere articoli o post nei quali sono riportati episodi di maleducazione che coinvolgono bambini, adolescenti e adulti.
La tendenza è quella di porre l'attenzione su comportamenti 'criticabili' e giudicabili da parte dei più giovani, mentre sia ha la tendenza a non riportare, per esempio, episodi in cui sono gli adulti, in veste di educatori (siano essi genitori, nonni, insegnanti) a comportarsi in modo poco educato.
O si tratta di situazioni di interesse mediatico quali violenze (in famiglia e nelle aule scolastiche) oppure l'immagine che si tendo a privilegiare è quella di 'adulti' succubi di piccoli 'mostri' ineducati, come se l'educazione o la relazione interpersonale fosse qualcosa di innato e non di costruito nei contesti di appartenenza.
I bambini per cresce e capire quale sia in giusto comportamento sociale hanno bisogno di dare un significato a ciò che accade, di essere apprezzati e amati con tutti i loro difetti, migliorabili certamente, purché abbiano un senso al fine di educare a un comportamento socialmente accettabile.
Se voglio scrivere con la penna blu, ma il mio insegnante (come accadeva in una terza elementare di una scuola di Alessandria) VUOLE che si usi il nero senza dare alcuna giustificazione, la ribellione verso quel comportamento non può essere considerato un gesto di maleducazione.
Il desiderio di apprendere, di socializzare, di comportarsi in modo giusto può essere alimentato dal rispetto dei tempi e dei modi che ogni bambino ha per avvicinarsi al mondo esterno.
Rabbia, tristezza, apprensione, paura sono emozioni che appartengono all'uomo fin dai primi mesi di vita.
Una modalità di apprendimento del bambino è quella per imitazione. Siamo adulti ormai in preda a un'ansia infinita per il presente, per il futuro, per ciò che avremmo voluto e non abbiamo.
Qualche tempo fa in metropolitana ho sentito un padre rispondere al proprio figlio che fantasticava sul suo futuro (avrebbe voluto fare il camionista) che certe cose non avrebbe dovuto dirle, i camionisti stanno tutto il giorno sulla strada ma soprattutto non guadagnano come suo zio che è notaio.
Facciamo ruotare tutto attorno al 'nostro' concetto di benessere, sicurezza, ricchezza, soddisfazione e non teniamo conto che i processi mentali e fantastici dei bambini sono diversi e vanno rispettati.
Gianfranco  Zavalloni in 'La pedagogia della lumaca' scrive: 'In una società basata sul successo, sul guadagno e sul vincere, abbiamo mai riflettuto sull’importanza e sul valore pedagogico del “perdere”? Perdere tempo, perdere una partita, perdere un treno, perdere un oggetto, perdere un appuntamento, perdere qualcuno, perdere e basta… perdere!”
Perdere aiuta a gestire la frustrazione delle sconfitte che sono parte della vita.
Per non avere prima bambini maleducati e poi adolescenti aggressivi, chi giornalmente lavora e sta coloro non può sottovalutare l'importanza di una eduzione emotiva che sappia aiutarli a dare un nome a ciò che sentono, provano, non sanno gestire. Se poi ci si trova di fronte a bambini con difficoltà relazionali marcate, l'intervento sul loro comportamento deve essere lasciato a figure professionali competenti.
 
 
immagine: conflit.it
 

 

 

 

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