giovedì 28 aprile 2016

La « finestra emozionale stretta»


 
Mariangela Ciceri
Counselor Professionale Avanzato - ricevo in Alessandria.
Per appuntamenti: 347.58.74.157
 
La «finestra emozionale stretta» è una definizione usata da diversi autori (I. Senatore; P. Vinai, P. Todisco e altri) per definire: «un'alta soglia di percezione e una bassa soglia di intolleranza delle emozioni» 1
E' una difficoltà rilevata nelle persone con problematicità, di diverso livello, a relazionarsi con il cibo, fino al Disturbo di Alimentazione Incontrollata (BED).
Un comportamento imparentato con scarsa autostima, incapacità di cedere il controllo sulle situazioni, profonda e radicata convinzione che le emozioni abbiano in seno valenze negative, dalle quali è meglio stare alla larga.
Ma nonostante le buone intenzioni è quasi impossibile escludere l'emotività dalla propria vita e allora, quando questa raggiunge la soglia della consapevolezza e fa sentire la sua presenza, occorre trovare qualcosa per allontanarla, oppure tenerla a bada e così azzittirla.
Una situazione innescata prevalentemente da sensazioni negative (sebbene ci siano persone che vivono con difficoltà anche le emozioni positive) quali la paura, il senso di colpa, la vergogna, la rabbia e l'imbarazzo... con le quali è difficile convivere. Ma cosa spinge una persona ad allontanarsi dalla propria capacità di sentirsi emotivamente viva?
P. Vinai e P. Todisco in «Quando le emozioni diventano cibo» identificano ed elencano 3 convinzioni disfunzionali che «inducono a ricercare il blocco delle emozioni a qualunque costo»:
1. sentire di non potersi relazionare con quanto si prova
2. essere convinti di non poter tollerare il vissuto emotivo
3. temere le manifestazioni fisiche che accompagnato le emozioni 

Tra e le emozioni negate, la rabbia sembra essere quella maggiormente penalizzata, forse in conseguenza di educazioni che l'hanno sacrificata a favore di comportamenti ritenuti socialmente più adeguati. In nome di qualcosa di giusto e corretto ci è stato impartito l'ordine che ci sono persone che vanno assolutamente amate e nei confronti delle quali non è «giusto» provare sentimenti negativi.
Imbrigliati dal dovere di non poter sentire ciò che affiora da dentro, alcuni di noi cercano compromessi, non sempre funzionalmente adattivi, perdendosi in una spirale di solitudine e paura. Ci si sente incompresi perchè noi per primi non vogliamo ascoltarci e cerchiamo gratificazioni attraverso comportamenti che aggravano la disistima.  

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1 P. Vinai, P. Todisco. Quando le emozioni diventano cibo. Ed. Libreria Corina Milano. P. 41
 
 
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