mercoledì 11 maggio 2016

Perchè scrivere Fiabe?

Mariangela Ciceri
Counselor Professionale Avanzato - ricevo in Alessandria.
Per appuntamenti: 347.58.74.157
 
 
 
Siamo tutti presi dalla quotidianità. Dal bisogno - dovere  di assolvere ai compiti che ci sono stati assegnati o dalla cose di cui abbiamo deciso di occuparci. Scrivere, al mattino, nella pausa pranzo o a fine giornata può essere, per le persone a cui farlo, rilassa o offre l'opportunità di lasciarsi andare e staccare la spina dalle inevitabili incombenze.
Ma come mai sempre più numerosi studi indicano la narrazione e in particolare le Fiabe come strumento di problem solving?
Una risposta, una delle tante, è che l'ambientazione ci porta in mondo fantastico ove tutto ci è permesso, tutto può succedere, tutto può essere reso migliore.
Se per il bambini la Fiaba è un modo per scoprire che davanti a una difficoltà si possono trovare strumenti e persone per superarla, per l'adulto è un modo per recuperare e rientrare in contatto con aspetti di sè.
Inventare, pensare e scrivere un racconto fantastico richiede passaggi cognitivi e metacognitivi importanti. Occorre creare un personaggio, il nostro personaggio, attribuirgli fisicità, emozioni, pensieri ed è necessario fargli intraprendere un cammino (metaforicamente un percorso) attraverso il quale incontrerà altri personaggi che saranno sempre frutto della fantasia dell'autore ma che inevitabilmente impersoneranno persone e vivranno eventi che con l'autore hanno molto a che fare.
Si cercano alleanze, si smascherano cattiverie e falsità, si attraversano boscaglie, si solcano mari e si deve cercare di uscire da grotte profonde o castelli incantati dove qualcuno ci impedisce di vivere la nostra vita e di compiere le nostre scelte.
Si è soli ma circondati da 'strumenti', 'risorse' 'metafore' che possono aiutarci a superare confini, sconfiggere problemi, superare crisi.
La fantasia e l'aspetto irreale dei racconti danno accesso a soluzioni e combinazioni di fatti, incontri, fallimenti e conquiste inimmaginabili.
L'autore potrà pescare nell'infinito oceano delle possibilità che nella vita di ogni giorno si nega, per paura, per rabbia, per tristezza o anche solo per il suo senso del dovere.
Nel: 'C'era una volta... iniziale diamo il via a qualcosa di magico e di esplorabile con le emozioni. Ci rivediamo piccoli, fragili, sicuri e gagliardi, intraprendere viottoli fatti di pietre e colorati da fiori, fino al margine estremo in cui qualcosa o qualcuno bloccherà il nostro andare, costringendoci a lottare per proseguire nella vita, nei sogni, nella costruzione del nostro Sè.  
Ricchezza, povertà, amore, solitudine, cattiveria, speranza, sconfitta... nulla sono in eterno. Nulla è immutabile. Le crisi sovvertono il momento di pace trasformandolo nel bisogno di trovare nuove soluzioni e fino al: ... e tutti vissero felici e contenti, non sapremo se e come il nostro protagonista ha deciso di vivere.
Come la fantasia non ha limiti così l'autore di fiabe non ha confini dettati dalla razionalità.
 
 
 
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