giovedì 12 maggio 2016

Volere avere sempre ragione per non perdere la stima di Sè.

Mariangela Ciceri
Counselor Professionale Avanzato - ricevo in Alessandria.
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Tra i bisogni irrinunciabili dell'uomo vi è quello di avere e mostrare un immagine di Sè che sia forte, stabile, equilibrata e socialmente positiva e accettabile.
Perché questo avvenga, da adulti, è necessario vivere esperienze favorevoli all'idea che abbiamo di noi, saper fronteggiare e contrastare gli eventi contrari, aggrapparci a della motivazioni sufficientemente salde da giustificare i comportamenti.
Secondo Leon Festinger, studioso che introdusse il concetto della «dissonanza cognitiva» - ovvero la percezione emotiva legata a due rappresentazioni mentali, antitetiche tra loro capaci di creare disagio (perdita di stima)- quando succede qualcosa che minaccia l'immagine che ci siamo creati di noi, scatta anche il bisogno di eliminarla.
Questo accade anche nelle relazioni che ci mettono in condizioni di entrare in contrasto con norme culturali o esperienze pregresse.
Un esempio che molti conoscono di dissonanza cognitiva è abilmente descritta da Fedro nella Favola: La volpe l'uva, dove la dissonanza è data dal desiderio di procurarsi gli acini d'uva e l'incapacità di arrivarvi, a cui la volpe trova soluzione pensando che tanto il frutto è ancora acerbo.
Chi si trova a fronteggiare una scarsa autostima, è portato a vedere in ogni «dissonanza» un attacco e un rischio verso la stima di Sè a cui pone rimedio, rafforzando la propria prospettiva.
Le informazioni che possiede possono essere così distorte e adattate da trasformarsi in preconcetti e pregiudizi.
Tesser, autore della «Teoria del mantenimento della valutazione di Sè» sostiene che esistono 3 indici della «dissonanza» nelle relazioni  interpersonali:
1. come svolgiamo un compito rispetto a un'altra persona
2. il livello di vicinanza ad essa
3. quanto sia pertinente il compito rispetto alla definizione di noi stessi
 
Il modo che abbiamo per la ridurre o mettere a tacere la percezione passa attraverso l'attivazione di strategie quali: l'allontanamento dalla persona che ci ha mostrato di essere migliore o più brava di noi e il modificare, a nostro favore, il confronto e l'insuccesso riportati.
 
 
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