martedì 30 agosto 2016

Tornare al lavoro dopo essere diventate mamme, tra ansia e sensi di colpa.


 

Mariangela Ciceri

Counselor Professionale Avanzato
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Ho trovato tra le mie e-mail quella di una mamma alle prese con il rientro al lavoro dopo il periodo di maternità, la quale mi chiedeva come si possa affrontare la prima grande importante separazione dal bambino, senza dove combattere con i sensi di colpa.
Pubblico la risposta inviata, poiché credo che non sia la sola donna a sentirsi così.
 
Separarsi da un figlio non è mai facile.
Farlo per necessità o per soddisfare il proprio bisogno di realizzazione può generare sensi di colpa che rendono più difficile demandare l'accudimento ad altri.
I nove mesi di gestazione e quelli subito dopo la nascita hanno costruito un legame fortissimo.
Secondo Winnicott, pediatra e psicanalista inglese, madre-figlio sono un'unità e le relazioni che si vengono a creare tra loro, sono emotivamente complesse e non solo fisiche.
Avere quindi un luogo, un asilo nido o la casa dei nonni, e persone che si prenderanno cura del bambino, non significa aver soddisfatto quel bisogno di accudire che si è creato nel tempo e che ha bisogno di altro tempo per trovare una nuova dimensione.
Ci si può sentire madri egoiste per non essere rimaste con i propri figli, colpevoli per averli affidati a qualcuno che sicuramente non potrà sostituirsi completamente a noi e, in qualche caso, anche preoccupate che la persona che si prenderà cura del bambino possa diventare così importante per lui, da farci perdere parte del suo amore.
Tra i tanti ruoli che le mamme hanno, c'è anche quello di aiutare il figlio a gestire la separazione da lei e per farlo è importante riconoscere, accogliere ed esprimere quei sentimenti che rendono doloroso a noi l'allontanarsi di chi amiamo.
Ansia e sensi di colpa ci stanno dicendo che è trascorso un periodo importante ma che è concluso e che dobbiamo lasciarcelo alle spalle e aprirci a un'altra fase preziosa per il bambino e per la sua autonomia, tanto quanto lo è stato essere, per lungo tempo, l'unico suo oggetto d'amore.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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