venerdì 16 dicembre 2016

È giusto illudere i bambini sull’esistenza di Babbo Natale?


È una domanda che ricorre ogni anno e ogni anno capita di leggere considerazioni su quanto sia giusto o sbagliato raccontare ai bambini che esiste un uomo grosso, vecchio e barbuto vestito di rosso il quale, viaggiando nei cieli su una slitta trainata da renne, può arrivare ovunque.
Quanto sia  «utile» illudere o meno i bambini sulla sua esistenza è stato oggetto di parecchie ricerche in campo psicopedagogico e non sono pochi gli specialisti che si sono pronunciati in materia.
Piaget, uno tra i primi a studiare l'evoluzione del pensiero infantile, sostenne che il pensiero magico, «è una modalità di ragionamento predominante nell'infanzia che ha il compito di aiutare il bambino a affrontare situazioni che provocano angoscia o insicurezza0».
Proprio perchè fa parte di una fase evolutiva, i bambini capiranno da soli e senza il bisogno di razionalizzazione adulta cosa sia reale e cosa non.
Babbo Natale è solo un super eroe sopravvissuto, probabilmente per ragioni storico - antropologiche, al trascorrere del tempo.
D'altra parte chi se non un super eroe con potere se non uguale, superiore a Batman, Spidermen o i Pokermon potrebbe avventurarsi nei cieli in una gelida notte di dicembre per portare regali ai bambini?
Poiché il «pensiero magico» fa parte di uno stadio del ciclo di vita, con la crescita il bambino «ridimensionerà» spontaneamente il suo rapporto col fantastico esattamente come smetterà di credere che i propri genitori sono «perfetti» e lentamente li percepirà e giudicherà attraverso le proprie sensazioni e i propri vissuti.
Forzare le cose (proprio come voler togliere un ciuccio o il pannolino) è un'esigenza dell'adulto il cui bisogno di «dimostrare» l’inutilità di credere al vecchio vestito di rosso, viene rafforzato da contestazioni legittime sul piano sociale e morale (è stato inventato per far spendere soldi in regali) ma che non appartengono all'infanzia.
Personalmente non credo che Babbo Natale sia più commerciale e pubblicitario dei personaggi di Star Wars o di Frozen.
Quanti zaini, astucci, quaderni, matite, magliette, palloni... si sono comperati con stampata la faccia di questi personaggi?
Le richieste dei bambini in fatto di doni e regali possono essere irrealizzabili sia perché non ci sono i mezzi per soddisfare le loro richieste, sia perché non sono realisticamente concretizzabili, tuttavia le loro richieste sono «fantasticamente proponibili», ridimensionarle è compito dell’adulto, farlo senza generare sensi di colpa (ci sono bambini che non hanno da mangiare e tu…) o giustificando l’assenza del regalo aggrappandosi a scusanti punitive (non ti sei comportato bene, se avessi preso voti migliori…) indica la capacità di relazionarsi con il bambino attraverso una comunicazione efficace che può diventare strumento educativo.
Il dottor Giannantonio, psichiatra, definisce Babbo Natale «un referente simbolico interessante e utile a rafforzare l'atmosfera emotiva del Natale per il bambino e la sua famiglia».
Lasciamo dunque ai piccoli, il loro pensiero magico. Sarà un modo per rispettare la loro crescita.
 
 
 
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