giovedì 12 aprile 2018

Insegnanti e burn-out.


dott.ssa Mariangela Ciceri
ricevo in Alessandria
cell. 347.58.74.157

 

Con burn-out, secondo Maslach che con Susan Jackson sviluppò una scala per valutarlo, è una sindrome da esaurimento emotivo, che può insorgere in persone che giornalmente lavorano a contatto con la gente.
Tra le categorie a «rischio», c'è quella degli insegnanti il cui studio sulla manifestazione ed incidenza ha condotto gli autori all'inserimento di un quarto elemento tra le manifestazioni del disturbo: «la perdita della capacità del controllo, cioè lo smarrimento di quel senso critico che consente di attribuire all’esperienza lavorativa la giusta dimensione.'»        
Altri elementi sono:
  • affaticamento fisico ed emotivo,
  • atteggiamento distaccato e apatico nei rapporti interpersonali,
  • sentimento di frustrazione per mancata realizzazione delle proprie aspettative
Conseguenze di tali connotazioni emotive sono le percezioni disadattive e disfunzionali che la professione di insegnante sia rappresentativa della vita di relazione, causando reazioni sproporzionate agli eventi.
L'attenzione di alcuni autori è stata recente posta sul rischio delle conseguenze sia a livello di impatto lavorativo, considerata la loro utenza, ossia bambini e adolescenti, sia a livello personale.
Lo studio Getsemani porterebbe a ritenere che, quando trascurata, la sindrome possa trasformarsi in patologia psichiatrica.
Un'ulteriore attenzione, inoltre, è stata data ai fattori predisponenti l'insorge del burn-out quali modalità di relazione interpersonale e le possibilità di intervento mirato a contenere il disagio nei professionisti dell'insegnamento.
Sportelli di ascolto ed esplorazione dei coping attivati in contesti lavorativi percepiti come stressogeni, potrebbero diminuire i fattori di rischio.
I lavori, in questo senso dovrebbero aiutare l'insegnante a:
  • ridurre le aspettative idealistiche prendendo contatto con una realtà sociale, e quindi anche educativa, che non è più quella di un tempo
  • valutare le motivazioni che hanno spinto alla scelta di quella professione alla luce dei cambiamenti culturali e del bisogno di integrazione
  • cercare e trovare nuovi e diversi interessi capaci di lenire l'ansia lavorativa
  • parlare delle emozioni e delle sensazioni alla base della tensione che sostiene il burn-out
Questo perché se da un lato '(...) quasi un milione d’insegnanti ha un alto rischio professionale di sviluppare una patologia psichiatrica rispetto ad altre categorie di lavoratori; più di otto milioni di studenti con le rispettive famiglie sono a rischio di fruire di un servizio inefficiente per assenze e demotivazione del personale docente.'
Una tutela quindi essenziale per l'insegnante ma anche per i bambini che si 'incontrano' con un malessere di cui non sono responsabili. (fonte: www.edscuola.it) 

 

 

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