martedì 15 maggio 2018

Fratelli che si amano e fratelli che si odiano

dott.ssa Mariangela Ciceri
ricevo in Alessandria il venerdì mattino e pomeriggio 
presso il Centro Umanistico  
via Pisacane 29 Alessandria
per appuntamenti: 347.58.74.157




Ricordo che per tutto il mese di maggio sarà possibile richiedere una consulenza gratuita sulla genitorialità telefonando al 347.58.74.157 oppure inviando una e-mail a: cicerimariangela@gmail.com 


La nascita di un fratello o di una sorella è qualcosa di importante, positivo ma a volte, conflittuale.
L’amore può essere offuscato dalla gelosia. L’attenzione che genitori e parenti indirizzano con esclusività sul nuovo o la nuova arrivata può essere causa di malumore, insicurezza, paure e tensioni per il primogenito, che non è in alcun modo colpevolizzabile per ciò che prova e andrebbe aiutato a superare il periodo di criticità.
Una prima cosa da fare, quando il futuro neonato è ancora nella pancia della mamma è «liberarsi» delle persone che ad ogni occasione sciorinano le domande prive di senso, logica e utilità e le considerazioni meno opportune.
«Lo sai che adesso che arriva il fratellino toccherà a te badare a lui?»
«Lo sai che dovrai volergli bene?»
«Ora che arriva la sorellina avrà una nuova compagna di giochi!»
L’amore non è qualcosa che si può provare a comando e per un bambino la prima cosa con cui deve scendere a patti, nel momento in cui non sarà il solo minore della casa sono l’amore e l’attenzione dei genitori.
«I bambini» scrive Bollea «litigano per il possesso della madre.»
La gelosia è un sentimento che non può essere rinnegato. Va accolto, consapevolizzato e «sistemato» specialmente perché la gelosia nasce quando i genitori non sanno gestire la nuova situazione.
Alcuni non sanno accettare delle fisiologiche regressioni (compatibili con le età), altri vivono come uno tsunami i litigi come se la relazione tra fratelli dovesse avere come unica didascalia: e vissero tutti felici e tranquilli.
«I piccoli bisticci tra fratelli, fino alla tarda adolescenza non saranno mai gravi nel contesto di un clima famigliare armonioso: anzi più si bisticcia da piccoli, più si andrà d’accordo da grandi a patto che (…) non perduri nell’animo il ricordo di dolorose a cute ingiustizie subite da parte dei genitori.» (G. Bollea 2015).
Ciò che i genitori dovrebbero fare è non minimizzare gli stati d’animo del primogenito, ma ascoltare le sue proteste (se ce ne sono), la sua rabbia, le sue piccole e grandi provocazioni.
Comunicargli in ogni occasione che l’amore si moltiplica e non si divide. E che lui sarà amato allo stesso identico modo di prima.
Aiutarlo ad esprimere quello che prova, comprese le emozioni negative senza ostacolare espressioni quali: «Si stava meglio quando non c’era».
I giochi hanno un significato particolare e importante per i bambini, non possono essere presi e dati ad altri (come a un fratello minore) perché lo decide il genitore.
Il senso di proprietà va rispettato anche nei piccoli. 
Garantirgli spazi e tempi che non subiscano alcuna trasformazione dopo la nascita del fratello. Se era solito disegnare sul tavolo della cucina e adesso alla mamma viene comodo cambiare lì il neonato, questo deve avvenire senza che il bambino si senta cacciato via da un posto che era suo. Allo stesso modo se si era soliti guardare un cartone animato assieme prima di cena e adesso è l’ora dell’allattamento, sarebbe utile mediare le due necessità in modo che si costruiscano alleanze emotive e spazi per esprime paure e ansie.



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